La levitazione è ancora studiata,come fenomeno paranormale. Lo troviamo come fenomeno presso tutte le Religioni e culture del mondo.
Ma forse il più noto esponente di questo fenomeno paranormale è Giuseppe da Copertino,un frate francescano semianalfabeta mistico che, a dispetto del suo semianalfabetismo è tutt’ora considerato il protettore degli studenti ( strano contrasto intellettuale…) e degli aviatori.

Non riusciva a controllare i fenomeni soprannaturali insoliti e talvolta spettacolari, come la levitazione, di cui fece esperienza, e che sembra avessero inizio il 4 ottobre 1630, e di conseguenza intensificò i digiuni e le penitenze. Era straordinariamente sensibile quando si nominava Dio o i misteri della religione, ed entrava subito in uno stato d’estasi: era come se l’estrema astrazione provata nella sua infanzia avesse ora un centro. Talvolta quando non si accorgeva di tutto ciò che accadeva intorno a lui, i suoi confratelli tentavano di riportarlo alla realtà toccandolo o punzecchiandolo; di solito, in ogni caso, era la voce del superiore a farlo tornare in sé, dopo di che si scusava per il suo «attacco di vertigini».
L’aspetto più notevole era costituito dalle sue levitazioni (si alzava da terra e fluttuava nell’aria, senza apparente causa fisica), che ammontarono a settanta, nel corso dei diciassette anni trascorsi a Grottella, la maggior parte confermata da osservatori indipendenti e attendibili. Una delle più famose levitazioni avvenne nel 1645, ad Assisi, dove Giuseppe viveva in quel periodo: l’ambasciatore spagnolo presso la corte papale, che stava passando di lì, incontrò privatamente Giuseppe, e dopo riferì di avere appena incontrato «un altro S. Francesco » a sua moglie, che desiderò incontrario, così il padre guardiano disse a Giuseppe di scendere in chiesa dove avrebbe potuto vederla. Giuseppe obbedì, ma appena entrato in chiesa la sua attenzione fu catturata da una statua della Madonna in alto sopra l’altare, e fu improvvisamente sollevato in aria fino ai piedi della statua. Dopo aver pregato per un istante, emise il «suo solito grido acuto» e fu trasportato indietro alla porta della chiesa. A quel punto tornò nella cella, lasciando l’ambasciatore, la moglie e il loro numeroso seguito «senza parole dallo stupore».

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